Edizione 2016

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Nella quinta edizione di SHORT on WORK sono stati selezionati tredici cortometraggi tra i quali sono stati scelti i due vincitori e quattro menzioni speciali. I vincitori dell’edizione 2016 di SHORT on WORK sono stati:

Primo classificato:
Gruneres Gras‘ di Veronika Hafner  (Germania, 2014)
Motivazione
Un dispositivo semplice, ma perfetto per rappresentare lo scarto tra il lavoro effettivo, quale che esso sia, e il lavoro ideale.
Una giostra di frustrazioni lavorative e ambizioni di cambiamento. Una spirale mimetica in cui è sempre qualcun altro a fare il lavoro che si vorrebbe fare.
Basta un giro, a risucchiare l’idea di lavoro come vocazione e inghiottire il mito aziendalistico della persona giusta al posto giusto.

Secondo classificato:

Senor o senorito?‘ di Cristina Piernas (Spagna, 2015)
Motivazione
Per aver condensato all’interno di una narrazione ironica e brillante molte delle problematiche legate all’influenza del genere sul posto di lavoro. Cosa succederebbe se in un colloquio di lavoro si ponessero a un uomo tutte le domande che spesso è ritenuto naturale porre a una donna? Sembra questa la domanda da cui si snoda tutta la narrazione del corto che, in un ribaltamento carnevalesco e caricaturale dei ruoli, fa emergere una serie di problematiche connesse al legame tra genere e lavoro. Dalla premessa e promessa di non avere in progetto altri figli, passando per la necessità di un certo tipo di dress code orientato al gusto maschile, fino ad arrivare alla conciliazione vita-lavoro.

Menzioni speciali:
Call of beauty di Brenda Lien (Germania, 2010)
Motivazione
Per aver portato in scena il retroscena di una professione tanto giovane quanto estremamente diffusa, quella delle youtuber/make up stylist. Di questo lavoro viene raccontato ciò che avviene dietro le quinte, un’attività del tutto opposta alle obbligatorie atmosfere colorate e frizzanti dei video virali. Tramite repentini cambi di regia, si passa dalle atmosfere luminose dei video di Youtube  a un back office fatto di lavoro al buio e di continui rimaneggiamenti in termini di time-line, luce e aggiustamenti con Photoshop. Una narrazione che porta alla luce la fatica spesso adombrata di un’attività che, seppur caratterizzata in apparenza da atmosfere colorate e spensierate, viene raccontata prima di tutto come un lavoro.

We want to retire to the age 55‘ di Alessandro Diaco (Italia-Tunisia, 2016)
Motivazione
Per avere rappresentato con straordinaria chiarezza e con immagini altamente suggestive le condizioni di lavoro in un contesto industriale ad alta pericolosità, offrendo un importante contributo di rappresentazione della condizione operaia e delle rivendicazioni dei lavoratori oggi.

Where have the flowers gone di Chan Sin-hong (Cina-Hong Kong, 2016)
Motivazione
Per riuscire a conciliare forza e poesia nella narrazione di una immensa macchina di produzione collettiva che schiaccia e inghiotte tutto ciò che incontra. Un film di animazione forte, scuro, allo stesso tempo delicato e poetico come il fiore che segue il protagonista durante tutto il corso della storia. Il film rappresenta inoltre in modo emblematico lo sviluppo industriale accelerato che negli ultimi anni ha coinvolto la Cina e che ha spazzato via intere comunità rurali, impiegando i nuovi lavoratori in mansioni alienanti e disorientandoli in una nuova vita fatta di anonimi palazzoni cittadini.

‘Quello che non si vede’ di Dario Samuele Leone (Italia, 2016)
Motivazione
Per la capacità di rendere una storia e una condizione umana attraverso una raffinata (ma non forzata)invenzione filmica, anche grazie alla pregevole interpretazione dell’attore protagonista

Altri Video Selezionati

Aurelio, di Diego Somarribas (Costa Rica, 2016)
Der rest vom Fest, di Pierre-Yves Dalka (Germania, 2015)
Eat, di Moritz Krämer (Germania, 2012)
Femme modele, di Philippe Orreindy (Francia, 2016)
Je suis une ouvriere, di Claudine Van Beneden (Francia, 2015)
La menuisiere, di Michel Demers (Canada – Quebec, 2014)
Stamp, di Mikhail Medvedev (Russia, 2015)

Disponibili ai seguenti link:

 

Giuria SHORT on WORK 2016:
Marina Orlandi Biagi – Presidente Fondazione Marco Biagi
Tommaso M. Fabbri – Direttore, docente di Organizzazione Aziendale – Università di Modena e Reggio Emilia
Nicola Dusi – docente di Semiologia – Università di Modena e Reggio Emilia
Angelo Salento – docente di Sociologia dello sviluppo – Università del Salento
Vittorio Iervese – docente di Sociologia dei processi Comunicativi e Culturali – Università di Modena e Reggio Emilia
Bernard Ganne – Centre Max Weber, Université Lyon 2
Elena Testa – Archivio Nazionale Cinema d’Impresa
Carlo Felice Casula – docente di Storia Contemporanea, Storia Sociale e Storia del Lavoro all’Università Roma  3 – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
Sebastiano Benasso – Laboratorio Sociologia Visuale – Università Genova
Francesca Lagomarsino- Laboratorio Sociologia Visuale – Università Genova
Stefano Scarafia – regista

Altri documenti
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